|
L'ARTE
DEL VINO
L'area
geografica di produzione della DOC Colline Lucchesi si estende nei
territori dei comuni di Lucca, Capannori e Porcari: comprende Castagnori,
Pieve S. Stefano, Mutigliano, Cappella e la zona elevata del Morianese
ad ovest e si estende, oltre il Serchio, a San Pancrazio, Matraia,
San Pietro a Marcigliano, Valgiano, la parte più alta di Porcari,
Segromigno in Monte, Gragnano, Tofori e San Gennaro. La viticoltura
nelle colline della Lucchesia fa parte della storia della Toscana,
si comincia con gli Etruschi,a cui seguirono i Liguri e infine i
Romani.Che il territoriodella zona fosse destinato a vigna è
certificato dal nome Vivinaria o Vivinaia (è l'odierno Montecarlo)
che sembra derivare dalla Via Vinaria che in epoca romana attraversava
la collina di Montecarlo congiungendo la Via Cassia alla Via Romea.
I terreni formati dai detriti del sistema appenninico (in prevalenza
argilla ed elementi silicei) e talvolta misti a quelli ghiaiosi
derivanti dalle Alpi Apuane, sono ideali per la coltura della vite
e costituiscono la naturale premessa a vini di ottima qualità; il
clima dolce, l'esposizione a mezzogiorno e la presenza di cime più
alte che proteggono dai freddi di settentrione contribuiscono ad
una produzione forte e sana, con alto tasso zuccherino e intensi
profumi. Documenti antecedenti all'anno 1000 confermano che le pendici
ed i colli a Nord di Lucca erano piantati a vite. Come in gran parte
d'Italia, anche in Lucchesia, il merito dello sviluppo della viticoltura
va agli ordini religiosi, a cominciare dai Benedettini. Anche la
diocesi di Lucca intervenne con il Vescovo agricoltore Anselmo Bedagio,
poi divenuto papa con il nome di Alessandro II. A partire dal 1300
si comincia a sentir parlare dei vini di Lucca anche fuori del suo
territorio, quasi tutto il vino confluiva al mercato dei vini di
Pescia e da lì instradato verso Firenze. Sotto l'aspetto qualitativo
erano i vini bianchi a segnalarsi tra i migliori di Toscana, soprattutto
quelli di Montecarlo, ottenuti da uve Trebulana e talvolta Graeca,
e quelli di Montechiaro. Montecarlo si identifica come una zona
specializzata nella produzione del vino bianco, per i vini vermigli
era famosa la zona di San Gennaro. Pescia con il suo mercato vinicolo
era centro di confluenza commerciale di tutti i vini della Lucchesia
e i mercanti Pratesi e Fiorentini lo acquistavano per rivenderlo
nelle loro zone o per destinarlo al taglio con i vini della pianura
pratese. Il prezzo dei vini lucchesi era così elevato da essere
tra i più costosi della Toscana, superiore al Chianti ed ai vini
della Val di Greve. I vitigni coltivati per lunga tradizione nelle
Colline Lucchesi Doc. sono Sangiovese, Canaiolo, Ciliegiolo e Merlot
per i rossi; Trebbiano Toscano, Greco, Grechetto, Vermentino bianco,
Malvasia del Chianti, Chardonnay e Sauvignon per i bianchi. I vitigni
nella zona di Montecarlo sono: (bianchi) Trebbiano Toscano, Semillon,
Pinot grigio e bianco, Vermentino, Sauvignon e roussanne; (rossi)
Sangiovese, Canaiolo, Ciliegiolo, Colorino, Malvasia nera, Syrah.
Con
il Decreto Ministeriale dell'8 luglio 1997 sono state revocate le
DOC "Rosso delle Colline Lucchesi" e "Bianco delle Colline Lucchesi
a favore della nuova denominazione "Colline Lucchesi" riservata
ai seguenti vini bianchi e rossi:
Colline Lucchesi Rosso (anche nella tipologia riserva)
Colline Lucchesi Sangiovese (anche nella tipologia riserva)
Colline Lucchesi Merlot (anche nella tipologia riserva)
Colline Lucchesi Bianco
Colline Lucchesi Vermentino
Colline Lucchesi Sauvignon
Colline Lucchesi Vin Santo
Colline Lucchesi Vin Santo Occhio di Pernice.
|