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8 Feb 2005
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Lucca, Prodotti Tipici Lucchesi
 

L'ARTE DEL VINO

L'area geografica di produzione della DOC Colline Lucchesi si estende nei territori dei comuni di Lucca, Capannori e Porcari: comprende Castagnori, Pieve S. Stefano, Mutigliano, Cappella e la zona elevata del Morianese ad ovest e si estende, oltre il Serchio, a San Pancrazio, Matraia, San Pietro a Marcigliano, Valgiano, la parte più alta di Porcari, Segromigno in Monte, Gragnano, Tofori e San Gennaro. La viticoltura nelle colline della Lucchesia fa parte della storia della Toscana, si comincia con gli Etruschi,a cui seguirono i Liguri e infine i Romani.Che il territoriodella zona fosse destinato a vignaè certificato dal nome Vivinaria o Vivinaia (è l'odierno Montecarlo) che sembra derivare dalla Via Vinaria che in epoca romana attraversava la collina di Montecarlo congiungendo la Via Cassia alla Via Romea. I terreni formati dai detriti del sistema appenninico (in prevalenza argilla ed elementi silicei) e talvolta misti a quelli ghiaiosi derivanti dalle Alpi Apuane, sono ideali per la coltura della vite e costituiscono la naturale premessa a vini di ottima qualità; il clima dolce, l'esposizione a mezzogiorno e la presenza di cime più alte che proteggono dai freddi di settentrione contribuiscono ad una produzione forte e sana, con alto tasso zuccherino e intensi profumi. Documenti antecedenti all'anno 1000 confermano che le pendici ed i colli a Nord di Lucca erano piantati a vite. Come in gran parte d'Italia, anche in Lucchesia, il merito dello sviluppo della viticoltura va agli ordini religiosi, a cominciare dai Benedettini. Anche la diocesi di Lucca intervenne con il Vescovo agricoltore Anselmo Bedagio, poi divenuto papa con il nome di Alessandro II. A partire dal 1300 si comincia a sentir parlare dei vini di Lucca anche fuori del suo territorio, quasi tutto il vino confluiva al mercato dei vini di Pescia e da lì instradato verso Firenze. Sotto l'aspetto qualitativo erano i vini bianchi a segnalarsi tra i migliori di Toscana, soprattutto quelli di Montecarlo, ottenuti da uve Trebulana e talvolta Graeca, e quelli di Montechiaro. Montecarlo si identifica come una zona specializzata nella produzione del vino bianco, per i vini vermigli era famosa la zona di San Gennaro. Pescia con il suo mercato vinicolo era centro di confluenza commerciale di tutti i vini della Lucchesia e i mercanti Pratesi e Fiorentini lo acquistavano per rivenderlo nelle loro zone o per destinarlo al taglio con i vini della pianura pratese. Il prezzo dei vini lucchesi era così elevato da essere tra i più costosi della Toscana, superiore al Chianti ed ai vini della Val di Greve. I vitigni coltivati per lunga tradizione nelle Colline Lucchesi Doc. sono Sangiovese, Canaiolo, Ciliegiolo e Merlot per i rossi; Trebbiano Toscano, Greco, Grechetto, Vermentino bianco, Malvasia del Chianti, Chardonnay e Sauvignon per i bianchi. I vitigni nella zona di Montecarlo sono: (bianchi) Trebbiano Toscano, Semillon, Pinot grigio e bianco, Vermentino, Sauvignon e roussanne; (rossi) Sangiovese, Canaiolo, Ciliegiolo, Colorino, Malvasia nera, Syrah.

Con il Decreto Ministeriale dell'8 luglio 1997 sono state revocate le DOC "Rosso delle Colline Lucchesi" e "Bianco delle Colline Lucchesi a favore della nuova denominazione "Colline Lucchesi" riservata ai seguenti vini bianchi e rossi:
Colline Lucchesi Rosso (anche nella tipologia riserva)
Colline Lucchesi Sangiovese (anche nella tipologia riserva)
Colline Lucchesi Merlot (anche nella tipologia riserva)
Colline Lucchesi Bianco
Colline Lucchesi Vermentino
Colline Lucchesi Sauvignon
Colline Lucchesi Vin Santo
Colline Lucchesi Vin Santo Occhio di Pernice.

 


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